Il latex è il mi feticcio. Porto il suo nome. Perché il latex è il mio feticcio?
Facile supporre un percorso trito di feticismo a consumo. Non è così. Non è monodimendionale.
Per me il latex si accosta al tatto, all’ipersensibilizzazione tattile che carica di elettricità i polpastrelli e ripercorre la spina dorsale partendo dalle gambe, dal petto.
Per me il latex si accosta alla stilizzazione e alla bellezza assoluta, intramontabile, perfetta, inattaccabile. Un dorso scolpito dal latex, delle gambe luccicanti e coperte da latex, seni stretti nella sua morsa, sono immagini di perfezione. Ogni corpo avvolto in latex è bello e se bello è divino. Latex è ricerca costante di perfezione.
Per me il latex è eleganza. Per me il latex non è dominazione o umiliazione ma la vaga promessa di un pericolo incombente. Di più, è l’ombra di un pericolo impreciso che la mia lei mi insinua e che diventerà furia possessiva. Il latex premette il furore erotico, la mia assoluta esaltazione, la voglia inestinguibile di me e del mio corpo, del suo corpo.
Ecco perché il latex è il mio feticcio.